Euclid osserva il bulge della Via Lattea

Euclid, il telescopio spaziale dell’ESA progettato per mappare la materia oscura nell’Universo, ci ha regalato delle spettacolari immagini del centro galattico della Via Lattea. Negli ultimi giorni dello scorso marzo, Euclid ha voltato i suoi “occhi” dallo spazio interstellare verso il centro

della nostra galassia rivelandoci un bulge galattico ricchissimo di stelle: più di 60 milioni! I due principali strumenti a bordo di Euclid sono il Nisp (Near Infrared Spectrometer Photometer) sensibile al vicino infrarosso, e il Vis, una fotocamera che raccoglie la luce visibile. E’ stato proprio quest’ultimo strumento a giocare il ruolo decisivo per immortalare il centro galattico. Grazie al suo ampissimo campo visivo - circa 270 volte quello di Hubble - Euclid è riuscito a comporre un mosaico di sole 9 immagini in poco più di 26 ore. La decisione di “voltare” Euclid è dovuta alla ricerca di esopianeti tramite il fenomeno di microlensing. La gravità di un oggetto celeste devia il percorso della luce di una stella lontana, ciò permette che quella luce possa arrivare a noi nonostante la stella osservata sia “nascosta” da un altro oggetto celeste. Questo effetto di lente gravitazionale è il meccanismo che Euclid utilizza su larga scala per mappare la materia visibile e oscura presente nell’Universo. Il microlensing invece, è un effetto più lieve e più complicato da osservare. Quando un pianeta si frappone tra l’osservatore (Euclid) e una stella, la sua gravità devierà la luce della stella facendola risultare più brillante agli occhi del telescopio. Euclid è riuscito a rilevare circa 8 mila eventi di microlensing e si stima che almeno una cinquantina di essi siano causati da dei sistemi planetari! Euclid è un formidabile strumento di osservazione costruito con un fondamentale contributo italiano. La missione di voltare lo sguardo verso il centro galattico e osservare gli effetti di microlensing spiana la traiettoria per il lavoro di Roman, il telescopio spaziale che verrà lanciato in orbita a fine agosto per la ricerca di esopianeti.

Josephine

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